Accompagnamento Empatico- io e Lucky

“Sono le emozioni che viviamo con lui che ci arricchiscono la vita…”

“L’onda animale oltrepassa la nostra porta emozionale e si posiziona all’interno della nostra vita.”

 Tenersi per zampa fino alla fine, Stefano Cattinelli


Sono seduta vicino a Lucky mentre scrivo. Il computer appoggiato alle gambe, le gambe appoggiate  a terra, e il cuore sintonizzato con Lucky.

Da marzo, o forse prima, sono cominciati i primi segni di cambiamento nell’aria. Dalla nascita di Semola, l’asinello scampato alla morte per un soffio, e poi allattato artificialmente da noi perché rifiutato dalla madre.

Dall’incontro con una gatta sconosciuta, che ha deciso di vivere le ultime ore della sua vita, e la sua morte, in mia compagnia e con i fedeli Ben e Lucky.

I continui check olfattivi di Ben, lo sguardo perplesso e via via più consapevole, fino agli ultimi respiri in cui ha deciso di accoccolarsi con delicatezza accanto a lei.

Intanto lucky osservava a qualche metro di distanza. Finiti miei rituali, Ben ha deciso di stare con lei, la gatta, ancora per un po’.

E poi, dopo soli due giorni, la morte improvvisa e inaspettata di Birillo, il papà di Semola.

“Un pugno nello stomaco” mi ritrovo a usare questa espressione in una lezione, un’espressione poco idonea al momento, e mi accorgo che in realtà, descriveva come la morte di Birillo era entrata dentro di me.

Questo triste evento, ha poi permesso a Semola di riavvicinarsi a sua madre e, ricominciare un po’ da zero la relazione andata perduta a causa dell’incidente.

E infine o non infine, l’accompagnamento di Lucky. Da mesi che me lo aspetto, ho lavorato su di me, sul significato dell’evento, credendo già da tempo di essere pronta per lasciarlo, per poi rendermi conto pochi giorni fa, che mi mancava un passaggio e io lo stavo trattenendo. Rendendomi conto di questo, lui ha cominciato a lasciarsi andare.

In questi mesi, in attesa della morte di Lucky, mi sono preparata e informata giungendo alle letture di Stefano Cattinelli. Un nome che mi era noto già da tempo ma che ancora non ero pronta per affrontare.

I pezzi si stanno unendo.

E ora, mentre scrivo sono accanto al Lucky, il suo respiro è delicato. Tutto questo lo sto vivendo con occhi nuovi, grazie al lavoro svoltosi dentro di me. Sto apprendendo che la nostra difficoltà emotiva influenza ogni momento della loro vita, inclusa l’accompagnamento alla morte in modo naturale.

Con occhi diversi mi domando: l’eutanasia, in certi casi, diventa un gesto per non soffrire e far soffrire, noi o loro?

Nel mio caso, nelle esperienze passate, era un bisogno mio  di non vederli soffrire. E una mancanza di conoscenza  che spaventa. La morte spaventa e non conoscerla ancora di più.

Conoscere le fasi, sapere che ci sono delle persone esperte, che ti possono dare consigli e conforto, aiuta ad affrontare il tutto con più serenità e competenza.

Sto riscoprendo la profondità della relazione in queste ultime fasi di vita. Prendersi cura di loro mentre loro si prendono cura di te.

Il viaggio non è ancora finito, ringrazio lui e tutti gli animali e esseri viventi che per ora mi hanno condotta fino a qui. E chissà domani quali altre esperienze farò.

                                               …

Questa mattina accendo il computer, sono vicina a Lucky, al suo corpo, la sua anima ha cominciato un nuovo viaggio.

Naturalmente e delicatamente è morto, seguendo un flusso naturale della cose. Da ieri ha smesso di mangiare e da ieri sera di bere. Tutta notte l’ho sentito respirare, un respiro profondo, non di un vero sonno ma qualcosa di diverso. Questa mattina i soliti rituali di questi giorni, pulirlo, girarlo, sistemarlo sulla cuccia pulita. Ho sentito che il momento si avvicinava, gli ho fatto Reiki, non so se in questi casi vada bene, ma ho sentito di dover comunicare con lui in un qualche modo. Avevo bisogno di dirgli ancora una volta di rilassarsi e di lasciarsi andare, io sono pronta, volevo che lo sentisse. Alternavo il Reiki alla pratica del Powa.

Decido di lasciarlo tranquillo e lasciargli un po’ di distanza. Preparo da mangiare per gli altri cani, e mentre mi rilasso preparando Humus, sento il suo respiro che cambia. Mi adeguo vicino a lui, non troppo, lasciandogli un po’ di spazio, e comincio la pratica.

Sono gli ultimi respiri… tutto è perfetto, così…scorre fluido…

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2 risposte a Accompagnamento Empatico- io e Lucky

  1. Ciao Alice
    Ho letto con commozione il tuo articolo….c’era una pace e un tempo sospeso che ho imparato a riconoscere come la frequenza spirituale che prende per mano e guida l’esperienza dell’Uomo e del “suo” animale (o viceversa).
    Sono contento di essere stato presente in questo momento così importante per voi.

    • admin scrive:

      Grazie Stefano, mi fa molto piacere che tu abbia apprezzato il mio articolo. Sei stato una presenza importante per il nostro percorso…

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