Vivere la propria vita

L’altro giorno in facebook ho pubblicato un post riguardava la libertà. L’accalappiare i cani, la vita in canile, i guinzagli e tutto ciò che è collegato.

Non posso far a meno di parlare di questo tema, è forse quello a me più caro, perché a questo si collega tutto il resto.

Temple Grandin dice: “l’obbligo del guinzaglio sta cortocircuitando uno dei principi base del comportamento animale in natura”.

La SPCA di San Francisco dice: ” Le aree in cui i cani sono liberi di vagare senza l’obbligo di guinzaglio sono essenziali per il benessere stesso dei cani. Farli giocare regolarmente sciolti li rende cani sani ed equilibrati. Giocando senza guinzaglio, i cani sfogano le energie represse, rafforzando la fiducia in loro stessi, e hanno una migliore socializzazione, fattori che aiutano a prevenire le aggressioni. Al contrario, limitare il gioco libero impedisce lo sviluppo completo delle capacità sociali del cane, limita il suo esercizio fisico, ne riduce gli stimoli, e spesso provoca problemi comportamentali.”

Il guinzaglio, e la sua errata gestione, è la principale causa della maggior parte dei “problemi comportamentali” dei cani.

Impedirgli di fare esperienze per conto proprio non li fa crescere, non li mette davanti ai limiti reali della vita, non li fa confrontare con i loro simili o li fa confrontare in maniera distorta. Li mantiene bambini, o meglio dire in quella fase intermedia tra bambino e adolescente, viziati e impertinenti, incapaci di prendere delle decisioni da sé e spesso arroganti nei confronti degli altri cani o persone.

Per il timore che si facciano male, o che disturbino le altre persone gli stiamo impedendo di vivere da cani, e stiamo impedendo a noi stessi di creare un rapporto maturo e appagante con loro fatto da individui adulti.

Allora la domanda da farsi è: “voglio che il mio cane cresca e diventi maturo e autonomo ( per quanto lo possa permettere il contesto) o preferisco tenerlo bambino e dipendente da me?

E qui mi direte: “ma per forza, guarda il contesto in cui viviamo, mica possiamo lasciarli liberi per la strada. ” Certo, ma quante volte abbiamo l’occasione di liberarli e non lo facciamo, quante volte ci si presenta l’occasione di farli maturare, di fare esperienza diretta delle vita e noi gli impartiamo un ordine…per non rischiare, perché disturbano le altre persone, perché la gente non si lamenti…etc…

Anche i bambini non giocano più nei cortili perché fanno chiasso, c’è troppo traffico, e perché non è sicuro…e allora li chiudiamo tutti in casa con la playstation e la televisione, limitando i loro rapporti sociali, perché fuori il mondo è terribile. Peccato che quel mondo lo stiamo costruendo noi, chiudendoci e pensando male di tutti. Arrabbiandoci quando qualcuno ci fa notare qualcosa, invece che ascoltare e riflettere se abbia torto oppure no.

Noi educatori ci siamo inventati un sacco di modi geniali e meravigliosi per risolvere tutti i disagi del cane, quando sarebbe più semplice arrivare al cuore delle persone e cambiare la relazione. Ma semplice non è…perché noi umani abbiamo blocchi, infrastrutture e debolezze, che ci impediscono in molte situazioni di aprirci e dire: “cavoli, ho sbagliato, devo ricominciare”. “ho sbagliato a prendere il cane, ho sottovalutato la situazione, le sue emozioni, le sue esigenze e adesso mi ritrovo con un problema.” Invece che dire: ” il cane ha un problema, me lo aggiusti?”.

E allora a noi educatori diviene più facile aggiustare il cane e lasciar perdere la persona.

Ma così andiamo a mettere una toppa.

Il cane non va aggiustato, va compreso e ascoltato.

E tenerlo sotto controllo a vita ci aiuterà solo in apparenza, o in una fase iniziale. Passata la fase in cui si insegna, lo si aiuta a crescere, si passa a quella in cui impara a camminare con le proprie zampe…

 

Sapete la maggior parte dei problemi, sono causati da dinamiche all’interno del gruppo, smantelliamo quelle dinamiche e risolveremo “il problema”.

Il cane non si aggiusta, il cane vive di vita propria. E dovremmo dargli l’opportunità di dimostrarci chi è.

Esistono paesi in cui i cani sono liberi, hanno una casa e una famiglia ma sono liberi di girare per il paese. In alcuni casi al paese non accedono macchine, in altri sì. Non creano problemi alle persone e neanche agli altri cani. Anzi hanno la possibilità ogni giorno di uscire e andare a incontrare i loro amici cani e umani. Sono molto socievoli perché si svagano tutto il giorno, non sono annoiati né repressi. Sanno che uno scontro con un’altro cane è uno spreco di tempo e di energia, ma penso che neanche gli passi per la mente, perché quando siamo felici ci approcciamo meglio al mondo esterno.

E’ vero viviamo in un contesto pericoloso, ma se osserviamo, possiamo trovare tanti modi per dargli la possibilità di scegliere e di crescere. A volte basta solo renderli più partecipi nel quotidiano, e non dirgli sempre cosa fare ma lasciargli la possibilità di sbagliare.

Alice Zelaschi

 

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