momenti spontanei senza impedimenti

 

Qualcuno di noi nasce o cresce con l’idea che gli piacerebbe avere un cane, un asino, un cavallo, o una gallina..non ne sappiamo il motivo. E finché siamo piccoli ci basta stare in loro compagnia, osservarli, guardarli e divertirci con poco. Non abbiamo i concetti dell’addestramento, non sappiamo di dovergli insegnare il seduto per poter stare con loro. Semplicemente stiamo bene, noi e loro. Non pensiamo che l’umano abbia una marcia in più e che il cane ci debba obbedire o che il cavallo debba rispettare il nostro spazio vitale. Ma abbiamo questo ardente desiderio di viverci e allora crescendo decidiamo di fare qualcosa con gli animali e per gli animali. Veniamo catapultati in un mondo che non ci appartiene, all’ inizio facciamo fatica a crederlo ma poi, con il tempo, diventa normale, quotidiano. Se il cane tira al guinzaglio bisogna educarlo, se il cavallo si ribella bisogna “fargli capire che così non si fa”, chiudiamo i gatti in scatole chiamate case, con la scusa di proteggerli. Compriamo il cane di razza, perché amiamo tanto quel muso fatto così, o quel pelo di quel colore.

Gli mettiamo in bocca parole che non gli appartengono perché a loro poverini manca solo la parola. Lì prendiamo, li spostiamo, li usiamo e poi li eliminiamo, ma nel nome dell’amore per loro.

Ho sempre avuto il bisogno e la voglia di stare con gli animali e immersa nella natura ho sempre voluto lavorare con loro perché è con loro e per loro che volevo passare più tempo possibile.

Ho sempre mantenuto una visione un po’ particolare dello stare con loro, un po’ ribelle se vogliamo. Mi sono adattata all’educazione, ai seduto, terra e resta, perché sembrava essere l’unico modo per aiutarli anche se dentro di me c’era sempre qualcosa che si ribellava. E intanto mi chiedevo che cosa, che cosa non andava, in che altro modo potevo muovermi, mi sentivo l’unica a pensarla così.

Dopo anni di educazione cinofila adattata il più possibile al mio sentire, ho deciso di abbandonare tutto ciò che stonava, ho deciso di ascoltare la mia pancia e la mia pelle che rabbrividiva a certe scene. Ho deciso che non sarei più caduta in certi giochi e schemi, che subdolamente si intrufolano nelle nostre vite e in quelle degli animali che ci accompagnano.

Mi sono fermata a pensare e a chiedermi perché io mi relaziono con i “miei” cani in altro modo da quello che insegno? Perché andavo nel bosco e, prima che qualcuno mi spiegasse, che dovevo insegnare il richiamo al mio cane non ne ritenevo importante l’esistenza. Perché riuscivo a relazionarmi con loro in modo spontaneo e senza imporgli esercizi e quando facevo degli esercizi c’era qualcosa che mi mancava?

Mi rispondevo che io ero (e sono) una  “bestia selvatica”, che gira scalza per i boschi e si arrampica sugli alberi pur avendo ormai compiuto 30 anni. Una peter pan che non vuole adattarsi alla società, ma per le persone normali ci volevano esercizi normali. E così negli anni mi sono un po’ uniformata tenendo un po’ per me le stramberie e facendole emergere solo in parte. Ma un tatuaggio sul mio braccio raffigurante un cane perso anni prima mi ricordava il mio essere selvaggio.

E quel volto impresso sul mio braccio per ricordarmi chi eravamo mi guardava ogni giorni per ricordarmi quel che volevo essere.

Ma a 30 anni da poco compiuti non posso più uniformarmi. Quel cane è in un qualche modo tornato a me per ricordarmi che questo è il momento. Il momento di essere e vivere con gli animali che vivono con me e le persone e gli animali che incontrerò secondo il mio sentire e non quello che in passato mi è stato detto di fare o secondo quello che la società subdolamente mi portava a fare o essere.

Sto riscoprendo il piacere di vivere con gli animali in modo più spontaneo e ribelle.

 

La foto qui rappresenta semplicemente un momento di spontaneità.

Joe con la testa fuori dal finestrino.

Cogliere il momento e le opportunità.

 

Questa voce è stata pubblicata in Uncategorized. Contrassegna il permalink.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *