La Tana della Gioia a.p.s

Il Nocciolo

Il nocciolo

Ma quale nocciolo, vi chiederete voi? Il nocciolo della questione!

Ok, forse non è chiaro nemmeno così.

Cercheremo allora di spiegarvi, in poche e semplici parole, cosa abbiamo intenzione di fare. Immaginate più persone che si incontrano e decidono di condividere e mettere a disposizione le proprie competenze. Di formazione totalmente dissimile ma accomunate da un sentire identico: c’è bisogno di tracciare una nuova strada che aiuti quante più dimensioni personali, relazionali e esistenziali a coesistere tra loro. Siamo portati a scindere tutto in classi, etichette, a distanziarci dalle cose, a creare gerarchie, ma il nocciolo della questione è un altro: siamo parte di qualcosa che si compenetra e incontra e fonde continuamente. Questo è il messaggio di cui vogliamo farci portatrici e di questo sono espressione i percorsi che vi proponiamo.

Alice Zelashi una Agevolatore delle Dinamiche Animali – Umano

Chiara Gastoldi  una Guida Ambientale Escursionistica

Federica Rota una Artista e Arteterapista

Sara Cortesi una Danza Movimento Terapeuta e insegnante di yoga della risata

Perché è solo accettando la verità della natura che sapremo accettare la nostra e goderne appieno



Il progetto per la piattaforma nasce dalla necessità di avere un luogo di incontri e di confronti.
Un luogo dove stare, comunicare, giocare, cantare, lasciandosi trasformare dalla sua energia, e a sua volta trasformando lo spazio in luogo, quando le sinergie di più attività inizieranno a confrontarsi. Una struttura accessoria immersa nel bosco, un tappeto di legno rialzato rispetto al terreno nel rispetto della vegetazione esistente. I materiali sono naturali, lasciati alla naturale ossidazione e pronti a modificarsi con il passare delle stagioni.
Attorno solo essenze autoctone, profumi e odori del bosco, un anfiteatro naturale, con sedute in balle di fieno, così che possa non fermarsi mai la trasformazione nel trascorrere del tempo.
Il fieno è vivo, i suoi semi germineranno, col sole, con la luce, con l’acqua. Cambierà l’odore, il colore, la forma, la superficie.
La trasformazione di questo luogo sarà in continua evoluzione, la piattaforma modifica il paesaggio, per poi esserne riassrobita, un’architettura effimera, potente, condizionante. L’uso trasformato nel tempo, intende restituire l’energia all’ambiente, attraverso le persone che lo abiteranno, intenzione quella di innescare rapporti, reazioni e azioni creative.
Un luogo poroso, che ospita diverse attività, spontanee, creative, solitarie o collettive, un piano orizzontale, aperto su ogni lato, che non intende dominare la natura, ma entrare in contatto con essa
 Giulia Anna Milesi – Architetto –